Richard Kuklinski, nella mente del serial killer: “sono quello che la gente definisce un incubo”

E’ stato uno dei più feroci serial killer della storia. Un sadico, che ha ucciso nei modi più crudeli. Spietato sicario per la mafia americana e, allo stesso tempo, un padre di famiglia capace di tenere tutti all’oscuro della follia che lo abita. Questo è Richard Leonard Kuklinski.
Nella celebre intervista rilasciata all’HBO nel 2001, lo stesso Kuklinski si era confessato senza rimorso: “Ero una persona in grado di fare del male a chiunque in qualsiasi momento… senza alcun rimorso! Potevo rifarlo in continuazione senza che questo mi turbasse“. 

Periferia di Jersey City, a pochi chilometri da New York, Stanley Kuklinski e Anna McNally, diventano genitori del piccolo Richard, secondo figlio di quattro fratelli. E’ l’11 aprile del 1935, ma le foto sul comodino mostrano una famiglia infelice. La madre, che per anni ha subito abusi in orfanotrofio, è una donna fredda e ferita dalla vita. Il padre, un immigrato polacco alcolizzato e violento, picchia moglie e figli sistematicamente . Tanto che, in un eccesso di rabbia, uccide di botte il primogenito Florian. Per Richard l’atroce perdita del fratello è un colpo troppo duro. In piedi davanti alla bara prega disperato: si sente abbandonato e solo. Qualcosa nella sua testa cambia per sempre…
La Pagina Mancante per capire la mente criminale di questo gelido assassino, potrebbe quindi trovarsi tra le pieghe della sua infanzia difficile?

TRATTO DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Non andai al funerale di mio padre. Lo odiavo da vivo, perché avrei dovuto vederlo da morto? Ero contento che fosse morto…

Richard cresce, e con lui l’odio e la rabbia che sente di dover sfogare. Inizia torturando gli animali randagi che trova per strada. Ma non si accontenta di ucciderli, li sevizia, li brucia, e li guarda mentre muoiono contorcendosi dal dolore.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Li ammazzavo per tenermi in esercizio. L’ho fatto in tutti i modi, non mi manca proprio nulla…

Kuklinski diventa un astuto criminale: compie piccole rapine e smercia droga. Sviluppa la passione per le armi e la caccia. E proprio nei boschi fuori città, scopre una grotta. Una tana piena di ratti giganti, che lo attira e diventa il suo rifugio: è il luogo perfetto! Qui porterà le sue molte vittime negli anni a seguire.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Non sentivo mai nulla, era deludente. Fu allora che pensai che dovevo essere pazzo. Immagino che avrei dovuto provare qualche sentimento, qualcosa…

 

 

Il primo omicidio è quello di Charly Lane. Un ragazzino del quartiere, che lo chiama “sporco polacco“. Kuklinski ha solo 16 anni, ma lo tortura strappandogli i denti e tagliandogli le falangi. Il corpo di Charly sparisce nel nulla. Da quel giorno, un nuovo senso di onnipotenza pervade Richard. Niente lo ferma. Chiunque lo infastidisca o lo provochi è un uomo morto.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Ho ucciso più o meno 200 persone. Un centinaio quando ero ancora giovane e non conoscevo nessuno. In un periodo della mia vita uccidevo senza motivo, bastava un’occhiata storta, li accoltellavo o gli sparavo

Quando compie 26 anni Kuklinski ha già ucciso 65 uomini. E’ la primavera del 1961, disadattati e barboni non mancano per le strade. Sono le sue le vittime predilette, perché la polizia non indaga quasi mai per ritrovarle. Li uccide tutti con crudeltà, occultando i corpi sempre in modi diversi.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Il vero rebus è perché? Perché sono fatto in questo modo: così spietato, cattivo, alieno alla sofferenza degli altri, al loro dolore? Sono nato così o lo sono diventato?


Richard non uccide mai donne e bambini
. Per questo odia il fratello minore Joseph, finito in carcere a Trenton per lo stupro e l’omicidio di una ragazzina. Un codice di comportamento simile a quello della mafia italo-americana, con cui infatti entra in contatto. Roi de Meo lo ingaggia nella più spietata banda di killer della famiglia Gambino. Kuklinski diventa così un killer professionista: uccide in tutti gli Stati Uniti, ma anche all’estero. Non sbaglia mai un colpo. Alcune vittime vengono finite nella grotta delle torture, mangiate vive dai topi mentre lui riprende tutto. Il filmato è la prova e “lo spettacolo” per i mandanti.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Li guardavo negli occhi mentre la loro espressione si faceva assente. Li guardavo morire, non mi limitavo a sparare ed andare via… Osservavo la sorpresa, guardavo le espressioni. Il loro stupore, lo shock. Erano andati! Tutto ciò che vedevo era il mio riflesso nei loro occhi, tutto qui

Kuklinsi si muove nell’ombra, non fa domande e svolge ogni lavoro nel modo che ritiene più opportuno. Non mostra mai pietà.

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
E’ molto meglio non provare nulla, sarebbe una debolezza. Si trasforma in un peso non riesci a muoverti e devi preoccuparti

Ma Richard ha una doppia vita: è un serial killer, ma anche marito e padre di famiglia. Si sposa due volte e ha tre figli, con cui si dimostra molto amorevole…

DALL’INTERVISTA A BARBARA KUKLINSKI, MOGLIE DI RICHARD
Non gli ho mai fatto domande sapevo che non dovevo farlo. Mi mandava fiori tutti i giorni, premuroso e romantico

 

I vicini lo trovano simpatico. La famiglia, per anni, non sospetta nulla. Credono che Richard sia un commerciale. Ma nel settembre del’86 nasce l’operazione “Iceman“, uomo di ghiaccio, perché la polizia riesce a collegare un cadavere ritrovato in un freezer alla mano omicida di Kuklinski.

 

TELEFONATA “DI LAVORO” DI RICHARD KUKLINSKI (Intercettazione della polizia)
Si può fare, io l’ho fatto in tutti i modi… Ci sono clienti che pretendono sangue e sofferenza e io gli do quello che vogliono! Mi chiedono uno spettacolo e io glielo fornisco. Se uno mi chiede di farlo col piombo o col pugnale non ho remore, verso niente, che si tratti di pistole o coltelli… oppure veleni! Purché sia morto, quello è l’obiettivo


Il 17 dicembre del 1987 Kuklinski viene arrestato nel clamore mediatico. L’incubo è finito. Il criminale più spietato d’America viene condannato a 6 ergastoli. Ma non viene inflitta la pena di morte per totale mancanza di testimoni. Quell’uomo alto 2 metri, che pesa già oltre 100 chili, non mostra mai sfumature sentimentali, nemmeno stavolta. Vuole solo essere dimenticato, si sente una vergogna per sua moglie e suoi figli. E’ l’unica emozione che mostra.

 

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Volevo parlare alle vittime prima che se ne andassero. Volevo salutarli, volevo che mi guardassero dritto in faccia. Le fissavo negli occhi… Definirmi assassino è patetico: io sono un omicida!”

Richard Leonard Kuklinski, 71 anni, feroce serial killer, muore il 5 marzo 2006, nel carcere di Trenton in circostante poco chiare.

 

 

DALL’INTERVISTA A RICHARD KUKLINSKI
Passo per una persona gentile. Nessuno crederebbe mai a quello che ho fatto, forse nemmeno io se lo vedessi con i miei occhi. Io sono tutto tranne una persona gentile, sono quello che la gente definisce un incubo“.

Tratto da “Top Secret, puntata del 04/07/2017 in onda su Canale 5

Matteo Cappella
@mrcape1

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