Generale Pulaski: un test del dna apre nuovi scenari sulla Rivoluzione Americana

Un test del dna potrebbe riscrivere la storia degli Stati Uniti e far scoprire una “Lady Oscar” anche alla Rivoluzione Americana.

Se fino ad oggi si pensava che il generale Casimir Pulaski, che a fine Settecento combatté per l’indipendenza statunitense e che, nel bel mezzo della guerra con l’esercito britannico, salvò la vita a George Washinghton – destinato a diventare il primo presidente degli Stati Uniti – fosse un valoroso e coraggioso combattente, a distanza di duecento anni da quelle eroiche gesta, ecco il colpo di scena.

Da La Pagina Mancante di questa vicenda emerge una nuova e sconcertante verità: il comandante polacco, passato alla storia come il padre della cavalleria americana, potrebbe, in realtà, essere stato una donna.

A dirlo sono gli ultimi studi effettuati dagli antropologi forensi Charles Merbs, dell’Arizona State University, in collaborazione con Virginia Hutton Estabrook, della Southern University, in Georgia.

I resti di Pulaski, conservati in una scatola di metallo, furono riesumati nel 1996, a Savannah, in Georgia. Da allora sono iniziate le ricerche per risolvere il mistero delle ossa appartenenti al famoso comandante, ma soltanto il recente test del dna mitocondriale, comparato con quello di una nipote discendente morta nell’Ottocento, ha permesso di fare chiarezza e di scrivere La Pagina Mancante di questa vicenda.

Sulle spoglie analizzate i due ricercatori hanno trovato tracce, lesioni e ferite “coerenti” con lo stile di vita del General Pulaski, assicura Hutton Estabrook. Ma non è tutto.

“Il teschio – spiega l’antropologa – sembra quello di una donna” e presenterebbe “tratti tipicamente femminili”, tra cui il viso sottile e la mascella arrotondata. Anche le ossa del bacino sarebbero riconducibili a un corpo femminile.

Il professor Merbs conferma: “Lo scheletro era chiaramente quello di una donna” e conclude: “Penso che il generale non abbia mai saputo di essere una donna, ma che abbia pensato di essere un uomo e di avere qualcosa che non andava”.

Una scoperta che, se confermata, non cambierebbe l’identità storica del Generale Pulaski, ma aprirebbe nuovi scenari e la possibilità di ulteriori ricerche su una parte nascosta della storia.

In collaborazione con Michela Cattaneo Giussani

La redazione della Pagina Mancante
Alessandro Cracco
@alessandrcracco
Matteo Cappella
@mrcape1

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