Il Club27: la “maledizione” dei miti del rock

La maledizione del 27 colpisce ancora. Dopo nove anni dalla morte di Amy Winehouse, si pensava che il Club 27 avesse falciato abbastanza vittime e invece non è così… Lo scorso 7 gennaio, infatti, Harry Hains, star di American Horror Story, è morto all’età di 27 anni. Pare che l’attore, anche cantante, lottasse contro la malattia mentale e una serie di dipendenze, ma, la forza di volontà non è bastata a strapparlo al suo tragico destino. Quanto basta per far venire la pelle d’oca a chi pensa che intorno a questo numero si muova qualcosa di oscuro…

Ventisette. Una parola, dieci lettere. Apparentemente un semplice numero, che però  sembra nascondere un inquietante mistero. Quando nel 1994 Kurt Cobain morì, gli appassionati del genere iniziarono a parlare di Club27 e collegarono la scomparsa del frontman dei Nirvana a quella di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Tutti tragicamente morti a 27 anni. In molti ricordano, infatti, il maglione di Cobain e, altrettanti ricordano la sua performance agli MTV Unplugged, esattamente sette mesi prima di morire. Continua a leggere

Assassinio JFK: chi è lady Babushka? Un mistero ancora aperto

Una Lincoln Continental blu scuro, spari che squarciano l’aria e un tailleur rosa sporco di sangue. Queste immagini, impresse nella memoria di ogni singolo cittadino americano, fanno parte di uno dei più grandi misteri irrisolti degli anni ’60: l’assassinio del presidente John Firzgerald Kennedy.
La mattina del 22 novembre 1963, a Dallas, il presidente fu raggiunto da tre proiettili. Di quel tragico evento esistono molte fotografie e altrettanti filmati, il più noto è quello girato da Abraham Zapruder, ma ci sono anche quelli di Orville Nix, Marie Muchmore e Mark Bell. In queste immagini appare in maniera frequente una donna: foulard in testa, occhiali da sole scuri e un cappotto giallo.

La vediamo impassibile, con aria serena e rilassata in tutte le fasi dell’assassinio. Lei è Lady Babushka, soprannominata in questo modo proprio a causa del copricapo simile a quello indossato dalle donne russe…  Continua a leggere

Russia: dal Kursk agli ultimi “test nucleari” finiti male. I misteri della nuova corsa agli armamenti

Il copione si ripete. Un altro incidente nucleare nel mare di Barents. Un’esplosione che genera il panico, facendo innalzare il livello di radioattività, rievocando subito il disastro di Chernobyl del 1986. E ancora: l’incendio a bordo di un sottomarino russo che causa la morte di 14 marinai, soffocati dal fumo, mentre altre cinque persone rimangono gravemente ferite.

Sono solo alcuni degli episodi noti, che durante l’estate appena trascorsa hanno tenuto i riflettori accesi sulla Marina Militare russa. Una serie di eventi avvolti dal segreto militare, che ne copre le modalità e le cause reali. Quelle che potrebbero essere legate all’impiego di nuove potentissimi armi nucleari. Tanto da indurre Mosca a depistare i fatti con un blindatissimo “TOP SECRET”, avviando però contemporaneamente una serie di indagini interne, che hanno prodotto immediatamente grandi sospetti da parte dei governi di tutto il mondo…

Ma cosa sta succedendo veramente nei mari russi? Si tratta solo dello “sviluppo” di sottomarini e nuovi missili nucleari, oppure è in atto una vera guerra sommersa che starebbe toccando anche forze armate di altri paesi, sconfinando negli oceani mondiali? E che ruolo avrebbero i militari cinesi in queste storie? Lo abbiamo chiesto ad un esperto, Giacomo Coletti, autore del romanzo Il caso Kursk il canto delle sirene, racconto basato su documenti e incontri con i diretti protagonisti della vicenda del sottomarino K-141 Kursk, in cui 19 anni fa persero la vita 107 marinai. Ma riavvolgiamo un attimo il nastro…

Continua a leggere

Generale Pulaski: un test del dna apre nuovi scenari sulla Rivoluzione Americana

Un test del dna potrebbe riscrivere la storia degli Stati Uniti e far scoprire una “Lady Oscar” anche alla Rivoluzione Americana.

Se fino ad oggi si pensava che il generale Casimir Pulaski, che a fine Settecento combatté per l’indipendenza statunitense e che, nel bel mezzo della guerra con l’esercito britannico, salvò la vita a George Washinghton – destinato a diventare il primo presidente degli Stati Uniti – fosse un valoroso e coraggioso combattente, a distanza di duecento anni da quelle eroiche gesta, ecco il colpo di scena.

Da La Pagina Mancante di questa vicenda emerge una nuova e sconcertante verità: il comandante polacco, passato alla storia come il padre della cavalleria americana, potrebbe, in realtà, essere stato una donna.

Continua a leggere

Quattro bombardieri americani negli abissi dell’Argentario

Una sirena lenta e dannatamente lugubre si alza improvvisamente nel cielo. Ondate di fuoco che si rincorrono a pochi secondi l’una dall’altra. Esplosioni violente, bagliori accecanti, boati terribili. Immense colonne di fumo nero come la pece. È il primo bombardamento che travolge il paese di Porto Santo Stefano, durante la seconda guerra mondiale. Il bilancio di quell’8 dicembre 1943 è di 34 vittime e un numerosi feriti. Ma la scena è destinata a ripetersi per altre 94 volte, fino a quando, l’ultimo bombardamento arriva il 7 giugno dell’anno successivo. Da quel momento i tedeschi si preparano alla ritirata.

Continua a leggere

Il caso del sottomarino Kursk: la Guerra Fredda non si è mai fermata

Il caso Kursk

Il caso Kursk

Potere e controllo. Russia e Usa a contendersi ancora una volta gli spazi dello scacchiere internazionale. Sullo sfondo la Guerra fredda e una corsa agli armamenti ininterrotta. La nuova arma, micidiale, è composta da un siluro a propulsione. Fiore all’occhiello di un’elezione destinata a scardinare gli equilibri mondiali: l’incoronazione di Vladimir Putin. E’ il 12 agosto del 2000, il sottomarino russo K-141 Kursk è impegnato nel mare di Barents in un’esercitazione navale. Deve sganciare i siluri a salve contro l’incrociatore nucleare Pjotr Velikij. Ma qualcosa va storto… Continua a leggere

Enigmi archeologici: un misterioso popolo causò la fine dell’età del bronzo

Che fine hanno fatto le brillanti e prosperose popolazioni del Mediterraneo orientale della fine del secondo millennio avanti Cristo? Per gli archeologi l’età del bronzo ha sempre rappresentato un nodo cruciale nella storia dell’evoluzione dell’uomo. Dove intere popolazioni risultavano annientate dalla fame o dalle epidemie. Sconfitte dal nemico, azzerate dalla siccità, dai terremoti e da altre calamità naturali. Talvolta svanite per sempre senza lasciare traccia. Un alone di mistero che per secoli ha sollevato dubbi e domande sulle reali motivazioni che hanno portato al tracollo di quella fiorente società dell’età del bronzo. Oggi, dalla Pagina Mancante di questa vicenda, emerge una nuova e sconcertante verità: un’iscrizione geroglifica, la più lunga mai scoperta in merito, risalente a 3200 anni fa, è stata decifrata. Il contenuto è davvero sconcertante, e apre uno scenario completamente nuovo… Continua a leggere

Accabadora: in Sardegna esistono ancora le “sacerdotesse” della buona morte?

Accabadora, Museo Etnografico GallurasArrivava di notte, avvolta in un mantello nero. In mano il malteddhu: un martello in olivastro, rigorosamente nascosto in un sacchetto nero in lana grezza. Il suo aspetto richiamava immediatamente l’immagine stereotipata della morte. Nelle campagne della Sardegna era una certezza: quando lei era nei paraggi, qualcuno stava per morire. Parliamo di Sa Femina Accabadora, la donna incaricata di “staccare la spina” ai malati ritenuti terminali. Ma una nuova rivelazione sulle “sacerdotesse sarde della morte” apre scenari sconcertanti: alcune donne praticherebbero ancora – illegalmente, ma con il consenso popolare – l’eutanasia… Continua a leggere

La morte di Marilyn Monroe: file inediti aprono un nuovo scenario

2800 file. Milioni di pagine. Tutti alla caccia di uno scoop sulla morte di John Fitzgerald Kennedy, il presidente più controverso e ammirato della storia americana. Invece, tra i documenti desecretati da Donald Trump emerge un’altra storia, su cui i complottisti non si sono mai arresi: la morte di Marilyn Monroe. Continua a leggere

I cacciatori di aerei. La ricerca storica non è mai stata così avventurosa

Maneggiare cimeli bellici è pericoloso, è noto, e anche la cronaca recente lo dimostra: un giovane infatti ha perso la vita per l’esplosione di una bomba risalente alla Prima Guerra Mondiale. Negligenza, inesperienza, assenza delle precauzioni necessarie. Per maneggiare certi oggetti “esplosivi” bisogna essere esperti e preparati, come gli uomini dell’associazione Romagna Air Finders”. Veri e propri cacciatori di aerei! Continua a leggere