Accabadora: in Sardegna esistono ancora le “sacerdotesse” della buona morte?

Accabadora, Museo Etnografico GallurasArrivava di notte, avvolta in un mantello nero. In mano il malteddhu: un martello in olivastro, rigorosamente nascosto in un sacchetto nero in lana grezza. Il suo aspetto richiamava immediatamente l’immagine stereotipata della morte. Nelle campagne della Sardegna era una certezza: quando lei era nei paraggi, qualcuno stava per morire. Parliamo di Sa Femina Accabadora, la donna incaricata di “staccare la spina” ai malati ritenuti terminali. Ma una nuova rivelazione sulle “sacerdotesse sarde della morte” apre scenari sconcertanti: alcune donne praticherebbero ancora – illegalmente, ma con il consenso popolare – l’eutanasia… Continua a leggere