Mistero sul “passo Dylatov”: come sono morti quei nove ragazzi? Riaperto il caso dopo 61 anni

Nove morti inspiegabili che ancora oggi non trovano risposta. Nel febbraio del 1959 sette ragazzi e due ragazze di età compresa tra i 23 e i 37 anni, tutti studenti del Politecnico ed esperti scalatori, muoiono in circostanze misteriose sui Monti Urali. Precisamente sul versante orientale del Cholat Sjachl, soprannominata la montagna dei Morti. Sono trascorsi 61 anni e i partenti delle vittime così come i media russi, chiedono di sapere la verità su quanto è accaduto quella maledetta notte. Per far luce sull’intera vicenda, infatti, il caso è stato riaperto nel febbraio del 2019. L’ipotesi messa in piedi dal pubblico ministero è che le morti sono in qualche modo collegate a fenomeni naturali. Queste sono le parole di Alexander Kurennoy, rappresentate ufficiale del procuratore generale della Russia. “Parlare di omicidio è fuori discussione – aggiunge nel video pubblicato sul sito ufficiale – non esiste una sola prova, seppure indiretta, a sostegno di questa versione. Si tratta di una valanga, una lastra di neve o di un uragano”.
In tutto questo lasso di tempo ogni pista è stata battuta, ma, ad oggi, il caso resta ancora aperto. Che cosa è successo davvero quella notte? Igor, così si chiama il capo della spedizione, e i suoi amici da cosa sono stati colti di sorpresa?  Continua a leggere

Muro di Berlino: le storie inedite di chi ha sognato la libertà rischiando la vita

Nella notte del 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino. A trent’anni di distanza, sei pezzi verranno battuti all’asta nel Regno Unito.
Si tratta dei blocchi su cui sono riportati i graffiti dell’artista Ben Wagin e fanno parte del “Parlamento degli alberi”: un memoriale eretto in ricordo delle 278 vittime che tentarono di oltrepassare il confine. Il Muro divise la città in due tra Est e Ovest ma soprattutto separò famiglie, amanti e amici, le cui storie sono in pochi a conoscere.

Come la storia di Helga, raccolta nel libro “Hoheneck – Frauen in politischer Half 1950 -1989 Erfahrungen und Erinnerungen”. L’amore, la tentata fuga e poi l’arresto sono la trama della sua appassionante vicenda: un distillato di coraggio e forza d’animo!
Helga viveva a Berlino est… Continua a leggere

Mamma sono diventato cattivo: i criminali della storia erano tutti “bimbi bravissimi” e “mammoni”

Mussolini, Hitler, Stalin, Bin Laden e anche Al Capone. Sono solo alcuni dei personaggi passati alla storia per essere diventati malvagi tiranni, spietati dittatori e pericolosi criminali.

Figure inebriate e corrotte dal potere, diventate purtroppo celebri per aver lasciato un solco profondo nella storia dell’umanità, causando anche guerre e milioni di morti.

Cattivi, con un lato umano molto discutibile o addirittura assente. Eppure, come tutti, anche questi uomini accecati dalla follia hanno avuto una madre. Ovvero inediti rapporti genitore-figlio che probabilmente hanno condizionato le loro vite e la loro crescita, incuriosendo molto gli studiosi…

La Pagina Mancante di questa vicenda ha fatto quindi emergere una sconcertante verità: questi uomini – tra i più pericolosi e temuti di sempre – erano bravi bambini che amavano profondamente la loro mamma! Non solo, in alcuni casi, erano addirittura ritenuti timidi, introversi e un po’ “mammoni”; vittime di una relazione morbosa e a tratti distorta con il seno materno che li aveva allattati…

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Generale Pulaski: un test del dna apre nuovi scenari sulla Rivoluzione Americana

Un test del dna potrebbe riscrivere la storia degli Stati Uniti e far scoprire una “Lady Oscar” anche alla Rivoluzione Americana.

Se fino ad oggi si pensava che il generale Casimir Pulaski, che a fine Settecento combatté per l’indipendenza statunitense e che, nel bel mezzo della guerra con l’esercito britannico, salvò la vita a George Washinghton – destinato a diventare il primo presidente degli Stati Uniti – fosse un valoroso e coraggioso combattente, a distanza di duecento anni da quelle eroiche gesta, ecco il colpo di scena.

Da La Pagina Mancante di questa vicenda emerge una nuova e sconcertante verità: il comandante polacco, passato alla storia come il padre della cavalleria americana, potrebbe, in realtà, essere stato una donna.

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La storia di un’arma potentissima: la lancia di Longino

Ѐ stata considerata l’arma più potente della storia, la reliquia religiosa più affascinante e l’oggetto di culto più ambito per secoli. La lancia di Longino è solo apparentemente una lama lunga poco più di 50 centimetri. In quel metallo è custodita una leggenda che ancora oggi fa parlare di sé e che noi de la pagina mancante vogliamo raccontarvi. Continua a leggere